Zangrillo: Focolai in Italia? Allarmismi senza senso

Zangrillo coronavirus

nuovi focolai in Italia, “non hanno alcun significato per me – ha sottolineato Zangrillo -. In Florida c’è stata un’esplosione di infezione, quindi di soggetti infettati ma non malati. Anzi, la mortalità è passata dal 6,7 allo 0,4. In Italia abbiamo una serie di focolai che vanno controllati e identificati ma non equivalgono al focolaio di malattia. Ho parlato con Napoli, dove c’è stata la finale di coppa Italia e la paura di assembramento e non c’è un malato al Cotugno o al Monaldi”.

Lanciare allarmi è «da irresponsabili»

Quel che importa ora, secondo Zangrillo, è che non bisogna smettere di stare attenti, continuando a rispettare le norme igieniche che abbiamo imparato a conoscere con più attenzione. I contagi non spariranno mai del tutto, sostiene il medico, così come in Lombardia dove «la curva epidemica non si azzererà mai». Ciò che conta però è non ci si ammali più gravemente come prima.

Non c’è motivo insomma di creare allarmismi dice Zangrillo, un comportamento che quando arriva da parte di altri scienziati: «è da irresponsabili, come ha fatto il professor Crisanti, che a settembre l’Italia tornerà come è oggi il mattatoio in Germania». La nuova ondata per Zangrillo è un’ipotesi remotissima, perché le strutture ospedaliere sono più preparate di prima e sono ora capaci di: «sviluppare adeguati processi terapeutici utili a tenere sotto controllo le epidemie del futuro».

Non è per essere faciloni o dire che non c’è il virus – ha ribadito Zangrillo -. Il virus c’è e non è mutato ma nella sua interazione con l’ospite è andato incontro, attraverso il fenomeno dell’omoplasia, a una perdita della carica rilevata in laboratorio, quindi è un’evidenza a cui corrisponde una mancanza di malattia. Non posso dire che non torni tra qualche mese ma tutti gli indicatori sono positivi”.

Quindi ha concluso: “Il mio dovere è dire una parola di saggezza e verità agli italiani, che come abbiamo visto sono stati martoriati da una serie di ragioni differenti e sono assolutamente disorientati e spaventati. Solo un terzo dell’Italia è veramente ripartita, ora dobbiamo ripartire con attenzione, seguendo le regole, altrimenti moriamo e non di Covid”.

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