Ue, lettera di sindaci alla Germania: Nel 53 Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default

“Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default”

“Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default”

Come riporta il fattoqotidiano, una lettera da parti di sindaci Italiani hanno messo in evidenzia come la Germania nel 53 ebbe il privilegio di aver dimezzato il debito per evitare il default della Germania.

Lo scopo è quello di prendere le giuste decisioni per il futuro e metterle sui tavoli europei per combattere l’emergenza economica legata al coronavirus. Cari tedeschi, ve lo ricordate il debito dimezzato alla Germania nel 1953 per evitare il Defult? È questo l’incipit scelto da sindaci e governatori italiani che hanno scritto una lettera aperta alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei maggiori quotidiani della Germania

Tutto inizia dopo l’arrivo del no secco da parte della Germania al Coronaboud e a seguire quello di Ursula von der Leyen, (un aiuto per contrastare l grandi crisi che l’italia sta affrontando a causa del Coronavirus) scatenando un mal contento nel territorio Italiano.

“Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default”

“Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default”
“Vi abbiamo cancellato il debito per farvi evitare il default”

– Il riferimento è ovviamente al Dopoguerra. “Il debito della Germania dopo il 1945 – ricordano – era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare. Nel 1953 a Londra, ventuno Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante. In questo modo, la Germania poté evitare il default“.

I fatti sono ampiamente noti: otto anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa fu unita nel condonare metà dei debiti della Repubblica Federale Tedesca, cioè la Germania ovest che si vide alleggerire di circa 15 miliardi di marchi i soldi da restituire per le due guerre su un totale di circa 30 miliardi. Il resto venne spalmato su trent’anni.

Tra i creditori c’erano anche Roma e Atene, ma pure Parigi, Madrid, Londra, Washington e Ginevra. Oltre a privati e aziende, banche incluse. Dall’altra parte del muro, invece, i russi che controllavano Berlino est e pretesero la restituzione integrale del loro credito. È stato così che la Germania ovest si è liberata del debito prebellico che rappresentava un quarto del reddito nazionale e ha potuto avviare la ricostruzione, diventando poi locomotiva del Paese dopo la riunificazione con la parte orientale.

Da Calenda a Toti: chi ha firmato la lettera

La notizia, come spesso capita con le lettere aperte, non è tanto nei contenuti del testo, ma nelle firme che compaiono alla fine. Gli autori della missiva, infatti, non sono esponenti di partiti sovranisti o cosiddetti euroscettici. Anzi, appartengono soprattutto allo schieramento di centrosinistra o a partiti di destra moderata.

A scrivere alla Germania sono l’eurodeputato Carlo Calenda (Azione, gruppo S&D), seguito dagli esponenti del Pd Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, dal sindaco di Milano Beppe Sala, da quello di Bergamo Giorgio Gori, ma anche dal primo cittadino di Bologna Virginio Merola, quello di Brescia Emilio Del Bono. E poi due civici vicini alla sinistra: il sindaco di Padova, Sergio Giordani, e Francesco Italia, primo cittadino di Siracusa. Firmano la missiva pure il governatore della Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, quello di Genova Marco Bucci: sono tutti esponenti del centrodestra, ma dell’area più moderata rispetto alle posizioni anti Ue di Lega e Fdi.

Riferimenti https://www.ilfattoquotidiano.it/

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