Macron: La Francia è al fianco dell’Italia. L’Europa smetta di essere egoista

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La Francia è al fianco dell’Italia. L’Europa smetta di essere egoista

Macron: “La Francia è al fianco dell’Italia. L’Europa smetta di essere egoista” Queste la parole di Macron verso l’europa. L’UE è a un bivio: se prevarrà la linea Merkel, cesserà di esistere in quanto tale. L’UE si è trasformata in un sistema economico-finanziario manovrato da chi è più solido economicamente a scapito del resto degli appartenenti. Questa crisi mette alla prova i fondamenti sui quali fu ideata e costruita, che non erano quelli odierni.

E’ stato troppo facile sbandierare un’unione fin quando le contingenze sono state favorevoli e non emergenziali, ora è il momento di mettere alla prova quanto di vero in questa unione è stato profuso dalla sua creazione. Come nei matrimoni: “nella buona e nella cattiva sorte”…Se così non sarà allora è meglio rompere le righe, frantumare ciò che è stato il sogno dei padri fondatori della carta europea e procedere ognuno per la propria strada, con la conseguenza di esser definitivamente schiacciati sullo scacchiere globale da Russia, Cina e USA.

Con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte avete chiesto giovedì al Consiglio europeo la creazione di eurobond per fronteggiare una crisi epocale. Germania e Olanda hanno fatto blocco. C’è un rischio d’implosione dell’eurozona e dell’Unione europea?

«Con Giuseppe Conte, Pedro Sanchez e altri sei capi di Stato e di governo, abbiamo indirizzato, prima del Consiglio europeo, una lettera a Charles Michel per inviare un messaggio chiaro: non supereremo questa crisi senza una solidarietà europea forte, a livello sanitario e di bilancio. Questo è il punto di partenza.

Gli strumenti vengono in seguito e dobbiamo essere aperti a questo proposito: può trattarsi di una capacità di indebitamento comune, quale che sia il suo nome, oppure di un aumento del bilancio dell’Unione europea per permettere un sostegno reale ai paesi più colpiti da questa crisi. Al Consiglio giovedì, dieci Paesi dell’eurozona, rappresentanti del 60 % del suo PIL, hanno esplicitamente sostenuto quest’idea, è la prima volta! Alcuni Paesi, tra cui la Germania, hanno espresso le loro reticenze. Abbiamo deciso di continuare questo fondamentale dibattito, al più elevato livello politico, nelle prossime settimane.

Non possiamo abbandonare questa battaglia. Preferisco un’Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un’unità di facciata che conduce all’immobilismo. Se l’Europa può morire, è nel non agire. Come Giuseppe Conte, non voglio un’Europa del minimo comune denominatore. Il momento è storico: la Francia si batterà per un’ Europa della solidarietà, della sovranità e dell’avvenire».

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