Le acque sotterranee presentano livelli di carbonio organico allarmanti

Come, quando e perché somministrare fonti di carbonio organico nell’acquario marino

Sempre più spesso vengono utilizzati metodi di gestione dell’acquario, affiancati al metodo berlinese, che si basano sulla somministrazione di fonti di carbonio organico (alcool etilico, acido acetico, vodka, o vari tipi di zucchero come saccarosio o fruttosio,…) per l’alimentazione batterica (principalmente anaerobi o anaerobi facoltativi) per farli aumentare di numero, in quanto sono in grado di ridurre i nitrati ed i fosfati.

L’importanza dello schiumatoio in combinazione con fonti di carbonio organico

In questo processo lo schiumatoio copre un ruolo fondamentale, deve essere ancora più efficiente, e schiumare un po’ liquido, in modo tale che il collo non si sporchi troppo in fretta e lo schiumatoio non riduca la sua efficienza, perché deve eliminare i batteri in eccesso che rimangono in sospensione nell’acqua.

Rischi derivanti dall’uso di fonti carbonio organico

Bisogna stare attenti a non esagerare con queste fonti di carbonio in quanto dosi troppo alte portano a fioriture batteriche che si manifestano con il formarsi di una pattina marrone sulle superfici dell’acquario, sulle rocce, sulla sabbia, …, e con l’acqua che diventa lattiginosa.
Queste fioriture batteriche possono portare a morie per anossia in quanto i batteri bruciano molto ossigeno e poi possono portare anche a malattie batteriche, o eccessiva riduzione dei nutrienti con conseguente tiraggio dei coralli. Sono sistemi di gestione che vanno seguiti con molta cura, ma che possono dare grandi soddisfazioni perché aiutando a tenere sotto controllo i nutrienti, collaborano a migliorare la colorazione dei coralli, tenendo sotto controllo le zooxantelle.

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